Negli ultimi anni si parla sempre di più di metodologie didattiche che mettano gli studenti al centro dell’apprendimento. Tra queste troviamo il metodo Jigsaw, una tecnica di cooperative learning utilizzata in molte scuole per favorire inclusione, partecipazione e collaborazione. Il termine jigsaw significa “puzzle”: ogni studente lavora infatti su una parte specifica dell’argomento e poi la condivide con il gruppo, contribuendo a costruire il quadro completo.
Nel metodo Jigsaw la classe viene divisa in piccoli gruppi. Ogni studente approfondisce una sezione diversa del tema assegnato e diventa una sorta di “esperto” di quella parte. Successivamente, ogni partecipante spiega agli altri ciò che ha imparato. Questo approccio permette di migliorare attenzione e partecipazione e sviluppare autonomia nello studio allo stesso tempo. Permette di valorizzare le capacità di ogni studente riducendo ansia e competizione eccessiva. Per molti ragazzi, soprattutto quelli che vivono difficoltà scolastiche o insicurezza, lavorare in un contesto collaborativo può rendere lo studio meno stressante e più coinvolgente.
Uno degli aspetti più interessanti del metodo Jigsaw è che ogni studente contribuisce secondo le proprie capacità e i propri tempi. Non tutti apprendono allo stesso modo: c’è chi comprende meglio spiegando agli altri, chi attraverso il confronto, chi lavorando in modo più pratico e partecipativo. Per questo motivo, strategie collaborative come questa vengono spesso considerate strumenti utili anche in ottica inclusiva.