12/08/2026 14:53    Attualità della Formazione    Analizziamo la nuova classifica Censis sulle migliori università italiane nel biennio 2026-2027.

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Ecco cosa dice la classifica Censis 2026/2027

Quando si sceglie l'università, una delle prime domande che ci si pone è anche una delle più difficili: qual è l'ateneo migliore?

Non esiste una risposta valida per tutti. Un'università può essere particolarmente forte per un determinato corso di laurea, offrire servizi migliori, avere una maggiore vocazione internazionale oppure distinguersi per le opportunità professionali offerte agli studenti. Per aiutare gli studenti a orientarsi, ogni anno il Censis (Centro studi investimenti sociali) pubblica la propria classifica delle università italiane. L'edizione 2026/2027, pubblicata il 14 luglio di quest'anno, prende in considerazione atenei statali e non statali e li suddivide in categorie omogenee in base al numero di iscritti.

Ma quali sono i risultati di quest'anno?

Padova resta in vetta tra i mega atenei

Tra gli atenei statali con oltre 40.000 iscritti, l'Università di Padova si conferma al primo posto con 91,2 punti, davanti all'Università di Bologna, che ottiene 87,8 punti. La Sapienza di Roma sale invece al terzo posto con 86,0 punti, superando l'Università di Pisa, quarta con 85,5. Seguono l'Università Statale di Milano, Firenze, Palermo, Torino, Bari e Napoli Federico II. La classifica, quindi, non racconta soltanto quali università occupano le prime posizioni, ma anche come cambiano i loro risultati nel tempo.

E tra gli atenei più piccoli?

Cambiano completamente i protagonisti. Tra i grandi atenei statali, quelli tra 20.000 e 40.000 iscritti, il primo posto va all'Università della Calabria, con 91,7 punti, seguita da Pavia e Cagliari. Tra i medi atenei statali, invece, è l'Università di Sassari a conquistare la prima posizione con 93,2 punti, davanti all'Università Politecnica delle Marche. Trento e Udine condividono il terzo posto con 92,7 punti. Questo è un aspetto importante: non esiste una sola classifica assoluta delle università italiane. Il Censis confronta gli atenei all'interno di categorie omogenee, proprio per rendere il confronto più significativo.

E per le università private?

Anche gli atenei non statali vengono suddivisi in base alle dimensioni. Tra i grandi atenei, la Luiss si conferma al primo posto con 95,8 punti, davanti a Bocconi e Università Cattolica. Tra i medi primeggia la Lumsa, mentre tra i piccoli si conferma al vertice la Libera Università di Bolzano.

Ma cosa misura davvero la classifica?

Qui sta forse l'aspetto più interessante. La classifica Censis non si basa semplicemente sulla reputazione degli atenei. La valutazione considera diversi indicatori: strutture disponibili, servizi agli studenti, borse di studio e altri interventi, internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali e occupabilità. A questa analisi si aggiungono classifiche dedicate alla didattica delle lauree triennali, delle magistrali a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali, organizzate per gruppi disciplinari. Complessivamente vengono elaborate 70 graduatorie sulla base di oltre 960 variabili. Per questo motivo, prima di scegliere un'università, può essere utile guardare oltre la posizione generale dell'ateneo.

La domanda non dovrebbe essere soltanto: "Qual è l'università migliore?"

Ma anche: "Qual è l'università migliore per il percorso che voglio intraprendere?"

La classifica è solamente un punto di partenza

Scegliere l'ateneo è soltanto il primo passo di un percorso universitario che può durare diversi anni. Dopo l'orientamento arrivano lezioni, esami, sessioni sempre più impegnative, lavori di gruppo, tirocini e, alla fine del percorso, la tesi di laurea. E proprio quando il percorso entra nella sua fase più intensa può capitare di avere bisogno di un supporto in più. Non perché non si sia capaci, ma perché un esame particolarmente complesso, una materia mai affrontata prima o una tesi da strutturare possono diventare difficili da gestire insieme a tutto il resto.

Anche scegliere come studiare fa parte del percorso.

Avere un buon metodo di studio può fare la differenza tanto quanto scegliere il corso di laurea giusto. Per questo, quando una materia diventa particolarmente impegnativa, può essere utile affidarsi a un tutor che aiuti a individuare le difficoltà, organizzare il programma e affrontare gli argomenti con maggiore consapevolezza. Lo stesso vale per la tesi: dalla definizione dell'argomento alla ricerca bibliografica, dalla struttura dei capitoli alla revisione del lavoro, un supporto qualificato può aiutare lo studente a trasformare un progetto complesso in un percorso più organizzato. La classifica Censis può aiutare a scegliere dove studiare. Ma una volta iniziato il percorso, è altrettanto importante sapere come affrontarlo.

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